Un film a episodi di Luciano De Crescenzo.
Con Luciano De Crescenzo, Massimo Serato, Enzo Cannavale, Caterina Boratto, Pia Velsi, Benito Artesi, Silvia Annichiarico.
Genere: Commedia.
Durata 101 min.
Italia 1988.
Con Luciano De Crescenzo, Massimo Serato, Enzo Cannavale, Caterina Boratto, Pia Velsi, Benito Artesi, Silvia Annichiarico.
Genere: Commedia.
Durata 101 min.
Italia 1988.
Ypocrites
Roma. Il cavalier Sanfilippo si crede Socrate ed è stato appena dimesso dal manicomio; la moglie scrittura due comparse di Cinecittà per impersonare Aristippo e Antistene, discepoli del filosofo. Tutta la famiglia collabora: la moglie si finge Santippe e la domestica Mirto, la concubina; ogni personaggio indossa il costume adatto. Guida l'operazione, da una stanza dell'appartamento, uno strano psichiatra, che si diverte a disorientare i due malcapitati attori, dimostrando loro la relatività del concetto di presente, passato e futuro. I discepoli assecondano le stranezze di Socrate fin quando quest'ultimo rivela loro di non essere pazzo affatto: la matta è sua moglie, colei che si finge Santippe, ed egli la asseconda per amore. Saverio e Salvatore, disorientati, chiedono lumi allo psichiatra che confessa che i pazzi sono sia il cavaliere che sua moglie; ma non basta, perché alla fine la domestica rivela ai due attori che il vero pazzo è lo psichiatra, che è in realtà il cugino della signora e di giorno in giorno adotta vari travestimenti: psichiatra, prete, astronomo (chiara prolessi dei due personaggi impersonati da Luciano De Crescenzo negli episodi successivi).
« Il passato non è più, il futuro non è ancora: il presente come separazione tra due cose che non esistono, come fa ad esistere? »
La gialla farfalla
Carlotta, una nonna di 65 anni, ancora bella, ma soprattutto giovane di spirito, col suo coetaneo e innamorato Ferruccio va a trascorrere una vacanza segreta a Capri, poi decide addirittura di sposarlo, gettando nello scompiglio la famiglia (e soprattutto la nuora), che teme di perdere la futura eredità e agisce quindi in modo da privarla dei suoi averi. Però Carlotta, aiutata dalla nipotina Mimma, riuscirà con un tranello a farsi dare 50 milioni e partirà per Parigi col suo amato.
« Esiste un tempo esterno ed un tempo interno. Il tempo esterno è quello degli orologi, quello dei calendari, ed è uguale per tutti. Il tempo interno invece è un fatto personale nostro, è come il colore degli occhi, come il colore dei capelli, ci appartiene ed è diverso da persona a persona. Ecco perché ci sono persone che magari hanno 50 anni, 60, 70 anni e hanno l'impressione di averne 20. La verità è che non si tratta di un'impressione, ma veramente ne hanno 20. »
I penultimi fuochi
A Napoli, un disoccupato, Alfonso, il 31 dicembre è molto amareggiato perché, non avendo denaro, non può esaudire il grande desiderio dei figli di comprare, per quella notte, i botti. Egli ha infatti trascorso l'ultima giornata dell'anno alla ricerca di qualcuno che gli prestasse 100mila lire per comprare i botti. Dopo aver ottenuto una serie di rifiuti da alcuni amici, Alfonso si rivolge al fratello, il quale è ben disposto a prestargli 100mila lire, a patto che Alfonso si faccia umiliare davanti ad amici e parenti raccontando come ha sperperato l'eredità che gli aveva lasciato il defunto padre. Poiché Alfonso decide di non sopportare l'ennesima umiliazione, torna a casa senza aver comprato i botti per i suoi figli, i quali a mezzanotte, mentre tutta la città fa festa coi fuochi artificiali, vanno a letto piangendo. Ma il papà ha promesso loro che, non appena egli avrà dei soldi, festeggeranno il Capodanno, in un giorno qualsiasi. E il 12 gennaio Alfonso mantiene la promessa e la sua famiglia fa "i botti" quella notte. Cosicché lui viene denunciato da un vicino per schiamazzi notturni, ma si salva dal guaio grazie alla sua innata furberia: il vicino che lo aveva denunciato era il questore Caradonna, che la notte di Capodanno aveva fatto anch'egli esplodere fuochi d'artificio, cosa, a norma di legge, vietata sempre, senza eccezioni.
« Alfò il problema è uno solo, non esiste il tempo! »
Roma. Il cavalier Sanfilippo si crede Socrate ed è stato appena dimesso dal manicomio; la moglie scrittura due comparse di Cinecittà per impersonare Aristippo e Antistene, discepoli del filosofo. Tutta la famiglia collabora: la moglie si finge Santippe e la domestica Mirto, la concubina; ogni personaggio indossa il costume adatto. Guida l'operazione, da una stanza dell'appartamento, uno strano psichiatra, che si diverte a disorientare i due malcapitati attori, dimostrando loro la relatività del concetto di presente, passato e futuro. I discepoli assecondano le stranezze di Socrate fin quando quest'ultimo rivela loro di non essere pazzo affatto: la matta è sua moglie, colei che si finge Santippe, ed egli la asseconda per amore. Saverio e Salvatore, disorientati, chiedono lumi allo psichiatra che confessa che i pazzi sono sia il cavaliere che sua moglie; ma non basta, perché alla fine la domestica rivela ai due attori che il vero pazzo è lo psichiatra, che è in realtà il cugino della signora e di giorno in giorno adotta vari travestimenti: psichiatra, prete, astronomo (chiara prolessi dei due personaggi impersonati da Luciano De Crescenzo negli episodi successivi).
« Il passato non è più, il futuro non è ancora: il presente come separazione tra due cose che non esistono, come fa ad esistere? »
La gialla farfalla
Carlotta, una nonna di 65 anni, ancora bella, ma soprattutto giovane di spirito, col suo coetaneo e innamorato Ferruccio va a trascorrere una vacanza segreta a Capri, poi decide addirittura di sposarlo, gettando nello scompiglio la famiglia (e soprattutto la nuora), che teme di perdere la futura eredità e agisce quindi in modo da privarla dei suoi averi. Però Carlotta, aiutata dalla nipotina Mimma, riuscirà con un tranello a farsi dare 50 milioni e partirà per Parigi col suo amato.
« Esiste un tempo esterno ed un tempo interno. Il tempo esterno è quello degli orologi, quello dei calendari, ed è uguale per tutti. Il tempo interno invece è un fatto personale nostro, è come il colore degli occhi, come il colore dei capelli, ci appartiene ed è diverso da persona a persona. Ecco perché ci sono persone che magari hanno 50 anni, 60, 70 anni e hanno l'impressione di averne 20. La verità è che non si tratta di un'impressione, ma veramente ne hanno 20. »
I penultimi fuochi
A Napoli, un disoccupato, Alfonso, il 31 dicembre è molto amareggiato perché, non avendo denaro, non può esaudire il grande desiderio dei figli di comprare, per quella notte, i botti. Egli ha infatti trascorso l'ultima giornata dell'anno alla ricerca di qualcuno che gli prestasse 100mila lire per comprare i botti. Dopo aver ottenuto una serie di rifiuti da alcuni amici, Alfonso si rivolge al fratello, il quale è ben disposto a prestargli 100mila lire, a patto che Alfonso si faccia umiliare davanti ad amici e parenti raccontando come ha sperperato l'eredità che gli aveva lasciato il defunto padre. Poiché Alfonso decide di non sopportare l'ennesima umiliazione, torna a casa senza aver comprato i botti per i suoi figli, i quali a mezzanotte, mentre tutta la città fa festa coi fuochi artificiali, vanno a letto piangendo. Ma il papà ha promesso loro che, non appena egli avrà dei soldi, festeggeranno il Capodanno, in un giorno qualsiasi. E il 12 gennaio Alfonso mantiene la promessa e la sua famiglia fa "i botti" quella notte. Cosicché lui viene denunciato da un vicino per schiamazzi notturni, ma si salva dal guaio grazie alla sua innata furberia: il vicino che lo aveva denunciato era il questore Caradonna, che la notte di Capodanno aveva fatto anch'egli esplodere fuochi d'artificio, cosa, a norma di legge, vietata sempre, senza eccezioni.
« Alfò il problema è uno solo, non esiste il tempo! »
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