Paese Stati UnitiAnno 1950Durata 71 minColore coloreAudio sonoroGenere animazione, musicaleRegia Clyde Geronimi, Wilfred Jackson,
Hamilton Luske
Hamilton Luske
La storia si apre con una breve narrazione. La voce narrante spiega al pubblico che Cenerentola, lo sprezzante appellativo che le verrà affidato in seguito e che indica "di nessun valore" (proprio come la cenere del camino) è la figlia di un ricco signore rimasto precocemente vedovo. Questi, per dare una famiglia completa alla piccola si risposa con una donna austera e a sua volta già madre. Nonostante le buone intenzioni del padre sarà una cattiva soluzione per il futuro della bimba. Quando è ormai adolescente la nostra eroina rimane orfana anche del padre. La matrigna, Lady Tremaine, che mai ha provato affetto per la bimba le preferisce in tutto e per tutto le figlie naturali Anastasia e Genoveffa. Le due non possiedono nessuna grazia, tanto nell'aspetto fisico quanto nel modo di comportarsi. Al contrario la figliastra possiede bellezza e virtù in quantità. Questo suscita invidia nelle tre donne, che la tiranneggiano trattandola da serva.La giovane è costretta ad occuparsi da sola delle mansioni domestiche di casa e solo con immenso spirito di sopportazione riesce a digerire le continue umiliazioni. Gli unici suoi conforti sono i sogni e l'affetto dei piccoli animali di casa. Tra questi un gruppo di simpatici e variegati topolini, tra cui spiccano Giac e Gas Gas. Nel suo mondo immaginario Cenerentola sogna spesso di innamorarsi di un bel principe e vivere felice nel gran castello.
Accade in quei dì che il re dia una grande festa a palazzo con il preciso intento di far finalmente conoscere al figlio e principe ereditario al trono una ragazza degna da sposare. Il reale invito è esteso a tutte le giovani donne del regno.
Accade in quei dì che il re dia una grande festa a palazzo con il preciso intento di far finalmente conoscere al figlio e principe ereditario al trono una ragazza degna da sposare. Il reale invito è esteso a tutte le giovani donne del regno.
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