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RACCONTI ROMANI (1955)



Un film di Gianni Franciolini.

Con Totò, Antonio Cifariello, Vittorio De Sica, Mario Riva, Franco Fabrizi, Aldo Giuffré.

Genere: Commedia.
Durata 109 min.
Italia 1955. 


Quattro giovani, Otello, Mario, Spartaco, e il loro "leader" Alvaro, appena uscito di prigione dove ha scontato sei mesi per aver accoltellato un piccolo autotrasportatore per motivi di gelosia,vedendo che quest'ultimo lavora in proprio e fa buoni guadagni, decidono di imitarlo e si interessano all'acquisto a rate di un camioncino. Ma non avendo denaro sufficiente per l'anticipo e la prima rata, ed avendo umili impieghi come cameriere,o aiuto barbiere o aiuto pescivendolo, devono ricorrere a "trucchetti" vari, tutti ideati da Alvaro. Prima provano col bagarinaggio ad una partita della nazionale, ma vengono scoperti dai poliziotti che sequestrano tutti i biglietti, poi provano con l'aiuto di uno scrittore di basso profilo (Totò) ad imbrogliare un avvocato (Vittorio De Sica), cercando di impietosirlo per fargli scucire dei soldi con una lettera tanto commovente quanto falsa e facendo psicologicamente leva su un lutto recente che il medesimo ha avuto, la perdita della mamma, ma vengono preceduti nella truffa proprio dallo scrittore. Provano a spacciare banconote false, ma non ci riescono o per mancanza di coraggio, o perché le vittime non abboccano o perché scambiano le banconote con altre ancora più grossolanamente false. Infine si fingono guardie della buoncostume per multare coppiette nei loro atteggiamenti amorosi a villa borghese, ma vengono scoperti e tre di loro arrestati. Il quarto, proprio Alvaro, riesce a fuggire, ma i suoi compagni, dopo la lezione di una notte in cella, decidono di "scaricare" il loro cattivo maestro, anche per l'intervento di mogli, fidanzate, sorelle e tornano ai loro precedenti umili impieghi. Anche Alvaro si trova un lavoro in una stazione di servizio, ma resta col suo "chiodo fisso" del camioncino, e cerca di coinvolgere i nuovi colleghi nei suoi trucchetti per far soldi (c'ho un'idea..."formidabbile")...ma qui scende, pietosa, la parola FINE.






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