Un film di Camillo Mastrocinque.
Con Paolo Stoppa, Totò, Fiorella Mari, Franca Faldini, Nerio Bernardi.
Genere: Comico b/n.
Durata 94 min.
Italia 1955.
Con Paolo Stoppa, Totò, Fiorella Mari, Franca Faldini, Nerio Bernardi.
Genere: Comico b/n.
Durata 94 min.
Italia 1955.
Allo psicanalista Totò racconta la storia della sua vita e di tutti i soprusi che gli sono capitati. Imprigionato in un campo di concentramento, Totò compie un furto al magazzino dei viveri degli ufficiali, distribuendo poi il cibo agli altri prigionieri, incluse le donne, che si trovano in un settore separato (addestra, a tale scopo, un pastore tedesco, che porta il cibo in un sacco alle prigioniere). Tra queste c'è anche Sonia, amica di Totò, il quale ne è innamorato e con la quale comunica ogni sera con un rudimentale telefono a barattoli. Dopo aver scoperto il furto, il colonnello nazista Hammler fa condurre tutti i prigionieri sulla piazza del campo di concentramento. Dopo una pernacchia che interrompe il suo discorso, dà un ultimatum di 15 secondi al colpevole della pernacchia, dopo i quali farà fucilare cento di loro. Totò si fa avanti, ma, un attimo prima di essere fucilato, è richiesto da un ufficiale scienziato, che ne ha bisogno del corpo per un esperimento. Lo scopo dello scienziato è quello di realizzare una macchina in grado di rendere gli uomini velocissimi, così da trasformare l'esercito tedesco in un'armata invincibile. L'esperimento crea però una grande confusione, e Totò ne approfitta per fuggire con Sonia.
I due giungono a Roma, dove Totò vive in una modesta baracca, il giorno in cui la città viene liberata dagli Alleati (4 giugno 1944). I due si stabiliscono nella baracca, dove Totò prova a far capire a Sonia l'amore che prova per lei, cantandole la canzone, scritta appositamente per la propria amata, "Còre analfabbeta". Sonia, tuttavia, non manifesta interesse, ma intanto i due vengono assunti al teatro gestito dai soldati americani, sotto la direzione del colonnello Black. Il colonnello punta soprattutto a Sonia, di cui si invaghisce: dopo lo spettacolo (im cui, con Totò, recita nella celebre "E llevate 'a cammesella"), la chiama nel suo ufficio, a prima vista per congratularsi con lei, ma, in realtà, per insidiarla. Totò, insospettitosi, interviene appena in tempo e i due lasciano, nauseati, il teatro americano.
Al termine del colloquio, il medico capisce le angherie che il povero Totò ha subito in vita e lo lascia andare via. All'uscita, Totò trova inaspettatamente Sonia, con la quale, dopo l'uscita dal carcere, si era perso di vista. La gioia di aver ritrovato la propria amata è però subito spezzata quando lei gli presenta suo marito, un ricco industriale milanese: per Totò è l'ennesima beffa della sua vita.
I due giungono a Roma, dove Totò vive in una modesta baracca, il giorno in cui la città viene liberata dagli Alleati (4 giugno 1944). I due si stabiliscono nella baracca, dove Totò prova a far capire a Sonia l'amore che prova per lei, cantandole la canzone, scritta appositamente per la propria amata, "Còre analfabbeta". Sonia, tuttavia, non manifesta interesse, ma intanto i due vengono assunti al teatro gestito dai soldati americani, sotto la direzione del colonnello Black. Il colonnello punta soprattutto a Sonia, di cui si invaghisce: dopo lo spettacolo (im cui, con Totò, recita nella celebre "E llevate 'a cammesella"), la chiama nel suo ufficio, a prima vista per congratularsi con lei, ma, in realtà, per insidiarla. Totò, insospettitosi, interviene appena in tempo e i due lasciano, nauseati, il teatro americano.
Al termine del colloquio, il medico capisce le angherie che il povero Totò ha subito in vita e lo lascia andare via. All'uscita, Totò trova inaspettatamente Sonia, con la quale, dopo l'uscita dal carcere, si era perso di vista. La gioia di aver ritrovato la propria amata è però subito spezzata quando lei gli presenta suo marito, un ricco industriale milanese: per Totò è l'ennesima beffa della sua vita.