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TESTIMONE D'ACCUSA (1957)




Un film di Billy Wilder.

Con Tyrone Power, Charles Laughton, Marlene Dietrich, Elsa Lanchester, Norma Varden.

Titolo originale Witness for the Prosecution.

Genere: Poliziesco. b/n.
Durata 118 min.
USA 1957. 


Sir Wilfrid Robarts, (Charles Laughton) un avvocato penalista di successo, torna al lavoro dopo settimane di degenza forzata in ospedale, a seguito di un infarto. Più deciso che mai a riprendere in mano casi e reputazione il più in fretta possibile, senza timore d'ignorare le disposizioni del proprio medico e della coriacea e genuina infermiera Miss Plimsoll, Robarts accetta di ricevere in studio il collega e procuratore Mayhew, che intende affidargli la difesa dello squattrinato e ingenuo Leonard Vole,( Tyrone Power) accusato dell'omicidio di Emily French, una ricca vedova.
La colpevolezza di Vole sembra lampante, ma Sir Wilfrid è attratto dalla sfida professionale e, dopo qualche titubanza e malgrado l'ostinata opposizione di Miss Plimsoll, accetta di assumere la difesa di Vole, coadiuvato dal collega Brogan-Moore.
Vole viene tratto in arresto quando si scopre che la French gli ha lasciato in eredità la somma di 80.000 sterline, e la sua posizione si aggrava. Ma a fornirgli un alibi è la moglie Christine, (Marlene Dietrich) che si presenta nello studio di Sir Wilfrid, affermando di aver visto tornare a casa il marito all'ora esatta in cui veniva commesso il delitto. Poiché la testimonianza in tribunale a favore del proprio coniuge non è consentita dalla legge, la donna rivela a Sir Wilfrid di non essere legittimamente sposata a Vole. Il processo inizia e vengono ascoltati in aula i testimoni, tra cui Janet McKenzie, la governante di Emily French, che si dimostra ostile nei confronti dell'imputato. A sorpresa, l'accusa chiama a deporre proprio Christine Vole, la quale cambia inaspettatamente versione, dichiarando che Vole in realtà è tornato a casa mezz'ora dopo rispetto a quanto riferito in precedenza, e con gli abiti insanguinati.
L'inattesa testimonianza a suo sfavore fa precipitare Vole nella disperazione, mentre Sir Wilfrid vede vacillare la linea difensiva fino ad allora impostata, poiché la deposizione della fredda e determinata Christine Vole è risultata estremamente convincente. Sir Wilfrid viene quindi contattato da una misteriosa donna dall'accento cockney, che dichiara di essere in possesso di una serie di lettere d'amore scritte dalla signora Vole al suo amante. Intravedendo la possibilità di screditare la testimonianza della Vole, Sir Wilfrid ottiene il carteggio e lo presenta in tribunale, riuscendo abilmente a dimostrare la malafede della donna e la sua scarsa attendibilità come testimone.
La giuria, impressionata dal clamoroso crollo emotivo di Christine Vole, dalle cui lettere risulta evidente il desiderio di sbarazzarsi del marito, proclama Vole innocente ed emette un verdetto di non colpevolezza che scatena l'entusiasmo del pubblico presente in aula. Ma Sir Wilfrid, mentre riceve i complimenti dai legali avversari e i ringraziamenti da parte di Leonard Vole, non è del tutto soddisfatto poiché è convinto che alcuni aspetti della vicenda non siano stati chiariti. Rimasto a riflettere nell'aula ormai vuota, viene raggiunto da Christine Vole e scopre finalmente la verità, assistendo a un tragico e sorprendente epilogo.