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TU CHIAMAMI PETER (2004)






Un film di Stephen Hopkins.

Con Geoffrey Rush, Charlize Theron, Emily Watson, John Lithgow, Stanley Tucci,
Miriam Margolyes, Peter Vaughan, Stephen Fry, Sonia Aquino, Henry Goodman

Titolo originale The Life and Death of Peter Sellers.

Genere: Biografico.
Durata 129 min.
USA, Gran Bretagna 2004. 




Il giovane Peter Sellers, unico figlio d'arte di una madre, per così dire, ingombrante, è divorato dal sacro fuoco dell'arte e un'insana ambizione lo porterà da uno show radiofonico, seppur molto popolare nel Regno Unito, e dopo una serie di provini poco fortunati, al grande salto nel cinema.
Ben presto la sua insofferenza si manifesta anche nei confronti della famiglia (la moglie Ann e i due figli Michael e Sarah) e dopo il successo raggiunto ed i continui cambiamenti, tra infatuazioni per le belle donne (corrisposte o meno), le auto sportive e le magioni di lusso, giunge al divorzio.

L'incontro con Britt (sua seconda moglie) sembra essere l'approdo ad una definitiva armonia interiore e per la sua carriera, finché lei non annuncia la sua gravidanza e nasce Victoria: durante le riprese di un film Peter arriva al punto di allontanare in malo modo dal set la moglie, rea di turbare il suo lavoro nell'accudire la neonata.
Il trasformismo di Sellers ed il suo perfezionismo maniacale lo portano, in un vorticoso crescendo, a frequenti contrasti sul piano professionale e alla fuga da tutto ciò che sembra amare di più, compresa la madre in punto di morte e successivamente Britt. Ormai solo, cerca rifugio in una vita artificiale, fatta di droga, alcol, donne fatali, carriera: si affida persino alle cure di un sedicente operatore esoterico considerato suo stretto consigliere di vita privata e professionale.

Anche l'amicizia con il regista Blake Edwards si incrina: durante una serata glamour a celebrazione del film La Pantera Rosa sfida l'Ispettore Clouseau, Sellers, visibilmente ubriaco, appella spietatamente Blake, colpevole di assoluta mancanza di talento. Così, dopo un radicale cambiamento di scelta professionale (volendosi lasciare alle spalle il passato da attore comico), gira a fine carriera il film Oltre il giardino, che gli frutta una nomination al premio Oscar.
Nella scena finale, durante una notte fredda, con la neve che fiocca, si reca ad un incontro con il vecchio "amico" Blake per discutere i dettagli di un prossimo episodio de La Pantera Rosa, ma all'ultimo rinuncia ad entrare e rimane con lo sguardo perso, quasi statua di ghiaccio, all'esterno del bar. Edwards lo nota da una finestra e corre fuori, ma lui non risponde: ha già abbandonato la realtà.