Tunisia, 1943, il colonnello Conte Claus von Stauffenberg, ufficiale della 10. Panzer-Division, annota nel suo diario la disillusione in merito alla politica ed alle promesse di Hitler e la sua speranza di una fine rapida della guerra che sta portando la Germania alla rovina; durante un attacco aereo alleato viene ferito gravemente perdendo l'occhio sinistro, la mano destra e due dita della mano sinistra e viene rimpatriato. Egli non è il solo ufficiale ad esprimere valutazioni fortemente negative sull'operato del dittatore ed infatti, il 13 marzo dello stesso anno, il generale Henning von Tresckow tenta di uccidere il Führer con una bomba a tempo, caricata con uno stratagemma sull'aereo che da Smolensk lo riporterà in Germania, ma l'attentato fallisce e, causa l'arresto di uno dei congiurati, si rende necessario trovare un sostituto e la scelta del generale Friedrich Olbricht cade proprio sul giovane colonnello.
Stauffenberg, inizialmente scettico sulla conduzione "politica" dell'operazione, dopo essere stato trasferito all'Ufficio generale dell'esercito attua delle modifiche all'Operazione Valchiria (Piano Walküre) in modo da potere utilizzare e controllare, contro le SS ed i vertici del partito, le forze della "riserva", distribuite in Germania e nei paesi occupati, ma perché questo possa avvenire sono necessari alcuni elementi: l'approvazione del nuovo piano da parte di Hitler, la complicità o l'assenso del generale Friedrich Fromm, comandante della riserva e la morte del Führer; Fromm, nonostante l'offerta del posto di comandante supremo dell'esercito, non intende prendere parte al complotto ma evita di denunciare Stauffenberg ed Olbricht, in prospettiva di quanto possa accadere in caso di morte di Hitler.
Il generale von Tresckow viene trasferito al fronte e sceglie di mettere Stauffenberg a capo della parte militare dell'operazione, non prima di avere raccomandato al colonnello di esaminare il problema delle comunicazioni provenienti dalla Wolfsschanze, la tana del lupo, sede del comando di Hitler dove avverrà l'attentato, che dovranno essere bloccate, ed allo scopo egli convince il generale Erich Fellgiebel, responsabile delle comunicazioni, a collaborare con lui. Stauffenberg viene nominato capo di stato maggiore della riserva e questo gli darà modo di partecipare alle riunioni in cui sarà presente il dittatore e, come suo addetto, viene chiamato il tenente Werner von Haeften, fedele alla congiura. ed insieme a lui, il 7 giugno 1944, si reca al Berghof, la residenza privata di Hitler, riuscendo a fargli approvare le modifiche all'Operazione Valchiria.
Il colonnello Albrecht Mertz von Quirnheim si incarica di "istruire" Stauffenberg sull'uso del congegno che sarà utilizzato per l'attentato: due pacchi da 975 grammi di plastico che dovranno essere innescati con altrettante matite inglesi, due detonatori che, per essere attivati, devono essere schiacciati con una pinza, lasciando dai 10 ai 15 minuti di tempo per collocare l'ordigno ed allontanarsi; Carl Friedrich Goerdeler, che dovrebbe divenire Cancelliere dopo il colpo di stato, dispone di non procedere se non sarà possibile uccidere, insieme ad Hitler, anche il comandante delle SS Heinrich Himmler, limitando di fatto la sfera di azione del colonnello, ed infatti il primo tentativo, avvenuto il 13 luglio, data l'assenza di Himmler, viene bloccato, nonostante la riserva sia già stata allertata.
Le conseguenze sono immediate: il generale Fromm promette l'arresto ad Olbricht e Stauffenberg nel caso allertassero nuovamente la riserva senza suo ordine, il colonnello rinfaccia a Goerdeler la sua inerzia nel procedere e quest'ultimo ne chiede la rimozione dal comando delle operazioni per avere tentato di procedere ugualmente senza la sua autorizzazione ma, in seguito all'ordine del suo arresto, dovrà forzatamente farsi da parte ed il generale Ludwig Beck, nel piano della congiura futuro Capo di stato, lascia da quel momento mano libera a Stauffenberg.
Il 20 luglio 1944, giorno dell'attentato, Stauffenberg, insieme al tenente von Haeften, si reca nuovamente a Rastenburg ma, una volta arrivati, ricevono la notizia che la riunione è stata anticipata a causa della visita di Mussolini e, con il pretesto del cambio della camicia, i due si recano in una stanza per innescare gli esplosivi ma vengono "richiamati" da parte dell'attendente del feldmaresciallo Wilhelm Keitel che gli chiede di sbrigarsi; il colonnello, impacciato dalla sua menomazione, riesce ad innescare uno solo dei due pacchi di esplosivo ed inoltre la riunione viene spostata dal bunker alla sala riunioni, una costruzione in legno che non amplificherà l'effetto dell'esplosione. Il tenente viene mandato a prendere l'automobile e Stauffenberg, come concordato, viene chiamato al telefono da Fellgiebel ed in questo modo riesce ad uscire dalla sala riunioni.
Pochi minuti dopo avviene l'esplosione ed i due, non senza fatica, riescono ad uscire dalla tana del lupo ed imbarcarsi sull'aereo che li riporterà a Berlino, Fellgiebel chiama Mertz von Quirnheim per comunicargli l'avvenuto attentato ma i due non si intendono e le comunicazioni vengono immediatamente bloccate ed Olbricht, ritenendolo troppo rischioso, non allerta la riserva per dare inizio all'Operazione Valchiria, perdendo in questo modo tempo prezioso; von Quirnheim allora decide di agire di sua iniziativa allertando la riserva ed, una volta che Stauffenberg e von Haeften atterrano a Berlino, vengono a conoscenza che l'allarme non è stato dato e che Fromm non è stato avvertito.
L'operazione ha inizio ma Fromm, dopo avere parlato al telefono con Keitel, saputo che Hitler è sopravvissuto, si rifiuta di partecipare al complotto e viene arrestato, il capo della polizia di berlino, il Conte Wolf-Heinrich von Helldorf, garantisce l'appoggio delle forze dell'ordine ed i primi gerarchi nazisti cominciano ad essere arrestati ed i ministeri occupati ed anche dai distretti dei paesi occupati giungono notizie confortanti in merito alla resa senza combattere delle SS ed il feldmaresciallo Erwin von Witzleben viene nominato comandante supremo delle forze armate. Tutto sembra procedere secondo i piani ma la riserva comincia, giustificando i timori di Beck, a ricevere ordini contraddittori ed anche in capo a Stauffenberg viene emanato un ordine di arresto.
La situazione precipita e, dopo che il maggiore Otto Ernst Remer ha parlato direttamente con Hitler, accertando che il Führer è vivo, le comunicazioni dal comando di Stauffenberg vengono bloccate e rapidamente il controllo della situazione torna al Governo del Reich; i congiurati vengono arrestati e Fromm, disattendendo gli odini di Hitler che intendeva catturare tutti i congiurati vivi, ne ordina la fucilazione per cercare di coprire la sua conoscenza dei fatti: Beck si suicida, Stauffenberg, von Haeften, von Quirnheim ed Olbricht vengono immediatamente fucilati nel cortile del palazzo di Bendlerblock e gli altri congiurati verranno giustiziati dopo brevi processi ma il destino dell'opportunista generale è comunque segnato, sarà fucilato il 12 marzo 1945
Stauffenberg, inizialmente scettico sulla conduzione "politica" dell'operazione, dopo essere stato trasferito all'Ufficio generale dell'esercito attua delle modifiche all'Operazione Valchiria (Piano Walküre) in modo da potere utilizzare e controllare, contro le SS ed i vertici del partito, le forze della "riserva", distribuite in Germania e nei paesi occupati, ma perché questo possa avvenire sono necessari alcuni elementi: l'approvazione del nuovo piano da parte di Hitler, la complicità o l'assenso del generale Friedrich Fromm, comandante della riserva e la morte del Führer; Fromm, nonostante l'offerta del posto di comandante supremo dell'esercito, non intende prendere parte al complotto ma evita di denunciare Stauffenberg ed Olbricht, in prospettiva di quanto possa accadere in caso di morte di Hitler.
Il generale von Tresckow viene trasferito al fronte e sceglie di mettere Stauffenberg a capo della parte militare dell'operazione, non prima di avere raccomandato al colonnello di esaminare il problema delle comunicazioni provenienti dalla Wolfsschanze, la tana del lupo, sede del comando di Hitler dove avverrà l'attentato, che dovranno essere bloccate, ed allo scopo egli convince il generale Erich Fellgiebel, responsabile delle comunicazioni, a collaborare con lui. Stauffenberg viene nominato capo di stato maggiore della riserva e questo gli darà modo di partecipare alle riunioni in cui sarà presente il dittatore e, come suo addetto, viene chiamato il tenente Werner von Haeften, fedele alla congiura. ed insieme a lui, il 7 giugno 1944, si reca al Berghof, la residenza privata di Hitler, riuscendo a fargli approvare le modifiche all'Operazione Valchiria.
Il colonnello Albrecht Mertz von Quirnheim si incarica di "istruire" Stauffenberg sull'uso del congegno che sarà utilizzato per l'attentato: due pacchi da 975 grammi di plastico che dovranno essere innescati con altrettante matite inglesi, due detonatori che, per essere attivati, devono essere schiacciati con una pinza, lasciando dai 10 ai 15 minuti di tempo per collocare l'ordigno ed allontanarsi; Carl Friedrich Goerdeler, che dovrebbe divenire Cancelliere dopo il colpo di stato, dispone di non procedere se non sarà possibile uccidere, insieme ad Hitler, anche il comandante delle SS Heinrich Himmler, limitando di fatto la sfera di azione del colonnello, ed infatti il primo tentativo, avvenuto il 13 luglio, data l'assenza di Himmler, viene bloccato, nonostante la riserva sia già stata allertata.
Le conseguenze sono immediate: il generale Fromm promette l'arresto ad Olbricht e Stauffenberg nel caso allertassero nuovamente la riserva senza suo ordine, il colonnello rinfaccia a Goerdeler la sua inerzia nel procedere e quest'ultimo ne chiede la rimozione dal comando delle operazioni per avere tentato di procedere ugualmente senza la sua autorizzazione ma, in seguito all'ordine del suo arresto, dovrà forzatamente farsi da parte ed il generale Ludwig Beck, nel piano della congiura futuro Capo di stato, lascia da quel momento mano libera a Stauffenberg.
Il 20 luglio 1944, giorno dell'attentato, Stauffenberg, insieme al tenente von Haeften, si reca nuovamente a Rastenburg ma, una volta arrivati, ricevono la notizia che la riunione è stata anticipata a causa della visita di Mussolini e, con il pretesto del cambio della camicia, i due si recano in una stanza per innescare gli esplosivi ma vengono "richiamati" da parte dell'attendente del feldmaresciallo Wilhelm Keitel che gli chiede di sbrigarsi; il colonnello, impacciato dalla sua menomazione, riesce ad innescare uno solo dei due pacchi di esplosivo ed inoltre la riunione viene spostata dal bunker alla sala riunioni, una costruzione in legno che non amplificherà l'effetto dell'esplosione. Il tenente viene mandato a prendere l'automobile e Stauffenberg, come concordato, viene chiamato al telefono da Fellgiebel ed in questo modo riesce ad uscire dalla sala riunioni.
Pochi minuti dopo avviene l'esplosione ed i due, non senza fatica, riescono ad uscire dalla tana del lupo ed imbarcarsi sull'aereo che li riporterà a Berlino, Fellgiebel chiama Mertz von Quirnheim per comunicargli l'avvenuto attentato ma i due non si intendono e le comunicazioni vengono immediatamente bloccate ed Olbricht, ritenendolo troppo rischioso, non allerta la riserva per dare inizio all'Operazione Valchiria, perdendo in questo modo tempo prezioso; von Quirnheim allora decide di agire di sua iniziativa allertando la riserva ed, una volta che Stauffenberg e von Haeften atterrano a Berlino, vengono a conoscenza che l'allarme non è stato dato e che Fromm non è stato avvertito.
L'operazione ha inizio ma Fromm, dopo avere parlato al telefono con Keitel, saputo che Hitler è sopravvissuto, si rifiuta di partecipare al complotto e viene arrestato, il capo della polizia di berlino, il Conte Wolf-Heinrich von Helldorf, garantisce l'appoggio delle forze dell'ordine ed i primi gerarchi nazisti cominciano ad essere arrestati ed i ministeri occupati ed anche dai distretti dei paesi occupati giungono notizie confortanti in merito alla resa senza combattere delle SS ed il feldmaresciallo Erwin von Witzleben viene nominato comandante supremo delle forze armate. Tutto sembra procedere secondo i piani ma la riserva comincia, giustificando i timori di Beck, a ricevere ordini contraddittori ed anche in capo a Stauffenberg viene emanato un ordine di arresto.
La situazione precipita e, dopo che il maggiore Otto Ernst Remer ha parlato direttamente con Hitler, accertando che il Führer è vivo, le comunicazioni dal comando di Stauffenberg vengono bloccate e rapidamente il controllo della situazione torna al Governo del Reich; i congiurati vengono arrestati e Fromm, disattendendo gli odini di Hitler che intendeva catturare tutti i congiurati vivi, ne ordina la fucilazione per cercare di coprire la sua conoscenza dei fatti: Beck si suicida, Stauffenberg, von Haeften, von Quirnheim ed Olbricht vengono immediatamente fucilati nel cortile del palazzo di Bendlerblock e gli altri congiurati verranno giustiziati dopo brevi processi ma il destino dell'opportunista generale è comunque segnato, sarà fucilato il 12 marzo 1945
Info:
Titolo originale: Valkyrie
Lingua originale Inglese
Paese: USA/Germania
Durata: 112 min
Genere: storico
Regia: Bryan Singer
Sceneggiatura: Christopher McQuarrie, Nathan Alexander
Produttore: Bryan Singer, Christopher McQuarrie, Gilbert Adler
Lingua originale Inglese
Paese: USA/Germania
Durata: 112 min
Genere: storico
Regia: Bryan Singer
Sceneggiatura: Christopher McQuarrie, Nathan Alexander
Produttore: Bryan Singer, Christopher McQuarrie, Gilbert Adler
Cast:
* Tom Cruise: colonnello Claus von Stauffenberg
* Kenneth Branagh: generale Henning von Tresckow
* Bill Nighy: generale Friedrich Olbricht
* Tom Wilkinson: generale Friedrich Fromm
* Carice van Houten: Nina von Stauffenberg
* Thomas Kretschmann: maggiore Otto Ernst Remer
* Terence Stamp: generale Ludwig Beck
* Eddie Izzard: generale Erich Fellgiebel
* Kevin McNally: Carl F. Goerdeler
* Christian Berkel: colonnello Albrecht Mertz von Quirnheim
* David Bamber: Adolf Hitler
* Tom Hollander: colonnello Heinz Brandt
* David Schofield: generale Erwin von Witzleben
* Jamie Parker: tenente Werner von Haeften
* Waldemar Kobus: capo della polizia Wolf-Heinrich von Helldorf
* Kenneth Branagh: generale Henning von Tresckow
* Bill Nighy: generale Friedrich Olbricht
* Tom Wilkinson: generale Friedrich Fromm
* Carice van Houten: Nina von Stauffenberg
* Thomas Kretschmann: maggiore Otto Ernst Remer
* Terence Stamp: generale Ludwig Beck
* Eddie Izzard: generale Erich Fellgiebel
* Kevin McNally: Carl F. Goerdeler
* Christian Berkel: colonnello Albrecht Mertz von Quirnheim
* David Bamber: Adolf Hitler
* Tom Hollander: colonnello Heinz Brandt
* David Schofield: generale Erwin von Witzleben
* Jamie Parker: tenente Werner von Haeften
* Waldemar Kobus: capo della polizia Wolf-Heinrich von Helldorf
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