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QUO VADIS? (1951)





Un film di Mervyn LeRoy.

Con Robert Taylor, Deborah Kerr, Peter Ustinov, Sophia Loren, Leo Genn, Patricia Laffan, Marina Berti, Norman Wooland, Felix Aylmer, Peter Miles, Alfredo Varelli, Roberto Ottaviano, Strelsa Brown.

Titolo originale Quo Vadis.

Genere: Storico.
Durata 171 min.
USA 1951. 


L'azione si svolge a Roma tra gli anni 64 e 68, durante il regno di Nerone. Il film racconta la storia di un comandante militare romano, Marco Vinicio, (Robert Taylor) di ritorno dalle guerre, che si innamora di una cristiana, Lycia, (Deborah Kerr) e viene incuriosito dalla sua religione. La loro storia d'amore è raccontata nei confronti del più ampio contesto storico del primo cristianesimo e la sua persecuzione da parte di Nerone. (Peter Ustinov). Anche se cresciuta come romana perché era la figlia adottata di un generale in pensione, Lycia è tecnicamente un ostaggio di Roma. Marco persuade Nerone di darla a lui per i suoi meriti militari. Lycia si risente per questo, ma l'amore per Marco prevale.

Nel frattempo, le atrocità di Nerone diventano sempre più scandalose ed i suoi atti più folli. Quando l'imperatore brucia Roma e accusa i cristiani, Marco corre a salvare Lycia e la famiglia di lei. Nerone li cattura insieme a tutti i cristiani, e li condanna ad essere uccisi nell'arena. Anche Marco è arrestato per aver tentato di salvare Lycia.

Poppea, la moglie di Nerone, che brama l'amore di Marco, elabora una diabolica vendetta per il suo rifiuto. Lycia è legata ad un palo di legno nell'arena. Viene fatto entrare nell'anfiteatro un toro selvaggio, ed Ursus, l'enorme guardia del corpo di Lycia, deve cercare di uccidere la bestia a mani nude, altrimenti Lycia sarà uccisa dall'animale. Marco è legato al palco degli spettatori e costretto a guardare, con l'orrore dei suoi carcerieri, anche loro presenti allo spettacolo. Quando tutto sembra senza speranza, Marco esclama: "Cristo, dagli forza!", subito dopo il quale Ursus riesce a spezzare il collo del toro.

La folla, fermamente convintasi che Nerone, e non i cristiani, sia il responsabile dell'incendio di Roma, si rivolta. Nerone fugge al suo palazzo, dove strangola Poppea a morte, incolpandola per tutto. Acte, una donna cristiana che in passato aveva amato Nerone senza essere ricambiata, lo implora di suicidarsi prima che la folla espugni il palazzo, poiché egli ha vissuto come un mostro e ora dovrebbe morire come un imperatore. Nerone non è in grado di farlo lui stesso, così Acte gli pianta un pugnale nel petto.
Marco e Lycia ora sono liberi e trovano la felicità.