Titolo originale:Ma mère
Nazione:Francia
Anno di produzione:2004
Cast: Louis Garrel, Isabelle Huppert, Emma De Caunes, Joanna Preiss, Jean-Baptiste Montagut, Philippe Duclos.
Regia:Christophe Honoré
Genere:Drammatico
Durata:110 min
Trama:Questo film considerato scandaloso, e rifiutato dal Festival di Cannes (ma accettato da Taormina), ripercorre una morbosa vicenda edipica irrisolta. La storia, ispirata da un romanzo di Georges Bataille, ha come oggetto un amore di un figlio per la madre, che, insoddisfatta del sentimento di adorazione che lui ha per lei, gli rivela la sua vera e terribile natura e lo porta per mano nella perdizione della propria vita.
Il regista Cristophe Honorè ha dichiarato di essersi ispirato a Sofocle e di unire realtà e finzione per alleggerire i contenuti che sono duri ed espliciti, molto più di quanto risultino sulle pagine scritte da Bataille. Il film è invece un inno alla bravura di Isabelle Huppert, immedesimata nella figura estrema della madre, prova d’attore senza confini e senza rete, ma la scena è solo una sua prerogativa. Ma mere delude infatti per non riuscire a esprimere quello che lo scrittore aveva in mente, per la lentezza e per l’estremo osare del regista che vuole rappresentare gli eventi nudi e crudi senza porsi troppe domande. Un film che vorrebbe essere trasgressivo, senza giustificazioni, perché alcune volte i pensieri non sono immediatamente traducibili nelle immagini.
Nazione:Francia
Anno di produzione:2004
Cast: Louis Garrel, Isabelle Huppert, Emma De Caunes, Joanna Preiss, Jean-Baptiste Montagut, Philippe Duclos.
Regia:Christophe Honoré
Genere:Drammatico
Durata:110 min
Trama:Questo film considerato scandaloso, e rifiutato dal Festival di Cannes (ma accettato da Taormina), ripercorre una morbosa vicenda edipica irrisolta. La storia, ispirata da un romanzo di Georges Bataille, ha come oggetto un amore di un figlio per la madre, che, insoddisfatta del sentimento di adorazione che lui ha per lei, gli rivela la sua vera e terribile natura e lo porta per mano nella perdizione della propria vita.
Il regista Cristophe Honorè ha dichiarato di essersi ispirato a Sofocle e di unire realtà e finzione per alleggerire i contenuti che sono duri ed espliciti, molto più di quanto risultino sulle pagine scritte da Bataille. Il film è invece un inno alla bravura di Isabelle Huppert, immedesimata nella figura estrema della madre, prova d’attore senza confini e senza rete, ma la scena è solo una sua prerogativa. Ma mere delude infatti per non riuscire a esprimere quello che lo scrittore aveva in mente, per la lentezza e per l’estremo osare del regista che vuole rappresentare gli eventi nudi e crudi senza porsi troppe domande. Un film che vorrebbe essere trasgressivo, senza giustificazioni, perché alcune volte i pensieri non sono immediatamente traducibili nelle immagini.