Un film di Steno.
Con Totò, Luigi Pavese, Virgilio Riento, Galeazzo Benti, Isa Barzizza.
Genere. Comico.
Durata 96 min.
Italia 1952.
Con Totò, Luigi Pavese, Virgilio Riento, Galeazzo Benti, Isa Barzizza.
Genere. Comico.
Durata 96 min.
Italia 1952.
1° film italiano a colori (Ferraniacolor). È un'antologia dei più famosi sketch di rivista del grande comico e soprattutto delle sue esibizioni marionettistiche più geniali.
Antonio Scannagatti (Totò) è un compositore squattrinato e inconcludente che abita con la famiglia della sorella nel paesino di Caianello, ma sogna una chiamata da Milano dagli editori Tiscordi o Zozzogno (parodie di Ricordi e Sonzogno) che gli garantisca la gloria: è infatti convinto di essere un "genio della moseca (musica)".
Il sindaco del suo paese intanto tenta di convincerlo a dirigere la banda paesana, a causa dell'improvvisa inabilità del maestro, nel giorno della festa per il ritorno a casa del gangster italoamericano Joe Pellecchia, originario di Caianiello: Scannagatti, inizialmente indignato dalla proposta, accetta solo quando il nipote del primo cittadino, mentendo, gli promette una raccomandazione presso l'editore Tiscordi, spacciando la sua fidanzata americana Poppy per sua segretaria.
La giornata di festa si rivela un fallimento: Pellecchia vorrebbe parlare dal balcone del municipio ma il maestro Scannagatti glielo impedisce, facendo suonare in continuazione la banda, finché l'italoamericano si infuria e va via. Il "Cigno di Caianiello" (altra auto-definizione di Scannagatti) va comunque ad incassare il "premio", e raggiunge il nipote del sindaco e la sua compagna, che hanno lasciato Caianiello e sono ospiti di una bizzarra compagnia a Capri. Lì il maestro viene spacciato per un eccentrico, "Pupetto Montmartre dagli Champs-Élysées", e tra una sequela di gag ed equivoci con la padrona di casa Giulia Sofia (Franca Valeri) crede di riuscire ad ottenere un appuntamento con l'editore Tiscordi.
Scannagatti parte dunque per Milano. Il viaggio in treno è vivacizzato da una serie di siparietti con l'altro occupante del suo scompartimento, il deputato Cosimo Trombetta (Mario Castellani), ed una signora piombata nella cabina che poi si scopre essere un'astuta ladra (Isa Barzizza), che lascia entrambi i contendenti senza quattrini.
Giunto nella città meneghina, Scannagatti incontra Tiscordi in persona (Luigi Pavese), a causa di un equivoco: è stato scambiato per un infermiere bravissimo in grado di fare iniezioni indolori all'editore, che ha già licenziato numerose infermiere. L'equivoco sfocia in uno spassoso alterco tra i due, finché il "Cigno" se ne va lasciando l'editore aggrappato ad una libreria che poi crolla miseramente.
Le disavventure non sono finite: Scannagatti viene intercettato dal cognato, cui ha rubato i soldi per il viaggio a Milano, il quale minaccia di ucciderlo; per placarlo, il maestro finge di aver ottenuto un contratto da Tiscordi e lo porta sì in palcoscenico, ma in un teatro di burattini. All'inizio Scannagatti riesce ad ingannare il furibondo parente fingendosi una marionetta e interpretando uno spettacolo, in cui si esibisce ballando sul tema di Parade of the Wooden Soldiers. Ma il cognato lo riconosce e lo incalza con il coltello, pronto a "sbucciarlo come un mandarino". Sembra finita ma a sorpresa tutto va per il meglio: Tiscordi per caso legge e gradisce uno spartito di Scannagatti e il paese di Caianiello rende il giusto omaggio al suo "Cigno". Purtroppo a celebrare il compositore viene mandata una sua vecchia conoscenza, l'onorevole Trombetta...
Antonio Scannagatti (Totò) è un compositore squattrinato e inconcludente che abita con la famiglia della sorella nel paesino di Caianello, ma sogna una chiamata da Milano dagli editori Tiscordi o Zozzogno (parodie di Ricordi e Sonzogno) che gli garantisca la gloria: è infatti convinto di essere un "genio della moseca (musica)".
Il sindaco del suo paese intanto tenta di convincerlo a dirigere la banda paesana, a causa dell'improvvisa inabilità del maestro, nel giorno della festa per il ritorno a casa del gangster italoamericano Joe Pellecchia, originario di Caianiello: Scannagatti, inizialmente indignato dalla proposta, accetta solo quando il nipote del primo cittadino, mentendo, gli promette una raccomandazione presso l'editore Tiscordi, spacciando la sua fidanzata americana Poppy per sua segretaria.
La giornata di festa si rivela un fallimento: Pellecchia vorrebbe parlare dal balcone del municipio ma il maestro Scannagatti glielo impedisce, facendo suonare in continuazione la banda, finché l'italoamericano si infuria e va via. Il "Cigno di Caianiello" (altra auto-definizione di Scannagatti) va comunque ad incassare il "premio", e raggiunge il nipote del sindaco e la sua compagna, che hanno lasciato Caianiello e sono ospiti di una bizzarra compagnia a Capri. Lì il maestro viene spacciato per un eccentrico, "Pupetto Montmartre dagli Champs-Élysées", e tra una sequela di gag ed equivoci con la padrona di casa Giulia Sofia (Franca Valeri) crede di riuscire ad ottenere un appuntamento con l'editore Tiscordi.
Scannagatti parte dunque per Milano. Il viaggio in treno è vivacizzato da una serie di siparietti con l'altro occupante del suo scompartimento, il deputato Cosimo Trombetta (Mario Castellani), ed una signora piombata nella cabina che poi si scopre essere un'astuta ladra (Isa Barzizza), che lascia entrambi i contendenti senza quattrini.
Giunto nella città meneghina, Scannagatti incontra Tiscordi in persona (Luigi Pavese), a causa di un equivoco: è stato scambiato per un infermiere bravissimo in grado di fare iniezioni indolori all'editore, che ha già licenziato numerose infermiere. L'equivoco sfocia in uno spassoso alterco tra i due, finché il "Cigno" se ne va lasciando l'editore aggrappato ad una libreria che poi crolla miseramente.
Le disavventure non sono finite: Scannagatti viene intercettato dal cognato, cui ha rubato i soldi per il viaggio a Milano, il quale minaccia di ucciderlo; per placarlo, il maestro finge di aver ottenuto un contratto da Tiscordi e lo porta sì in palcoscenico, ma in un teatro di burattini. All'inizio Scannagatti riesce ad ingannare il furibondo parente fingendosi una marionetta e interpretando uno spettacolo, in cui si esibisce ballando sul tema di Parade of the Wooden Soldiers. Ma il cognato lo riconosce e lo incalza con il coltello, pronto a "sbucciarlo come un mandarino". Sembra finita ma a sorpresa tutto va per il meglio: Tiscordi per caso legge e gradisce uno spartito di Scannagatti e il paese di Caianiello rende il giusto omaggio al suo "Cigno". Purtroppo a celebrare il compositore viene mandata una sua vecchia conoscenza, l'onorevole Trombetta...