Info
Vacancy 2: The First Cut è un film di Eric Bross
Genere: Horror
Anno: 2008
Attori:Agnes Bruckner, David Moscow, Scott G. Anderson , Arjay Smith, Trevor Wright, Beau Billingslea, Brian Klugman
Paese: Stati Uniti
Durata: 86'
Distribuito: Sony Pictures Home Entertainment
Uscita: 2009
Genere: Horror
Anno: 2008
Attori:Agnes Bruckner, David Moscow, Scott G. Anderson , Arjay Smith, Trevor Wright, Beau Billingslea, Brian Klugman
Paese: Stati Uniti
Durata: 86'
Distribuito: Sony Pictures Home Entertainment
Uscita: 2009
Trama
E se per caso aveste bisogno di qualcosa, urlate!
Gordon, il gestore del Meadow View Inn, fa affari registrando di nascosto le coppiette che alloggiano nel suo motel e rivendendo il materiale. Una sera riprende un efferato omicidio, ma, anziché denunciare l’assassino, trova un compromesso che vada bene a entrambi: lui fornisce il set e le riprese, mentre Smith, il killer, sfoga la sua voglia di uccidere. Dopotutto, “nessuno compra più i porno, ma gli omicidi... gli omicidi sono un’altra cosa, una rarità!”…
"Girare un film è molto più difficile di quanto sembra"
Sembra dirselo da solo il regista di Vacancy 2, Eric Bross (poche regie televisive alle spalle e un paio di film di lancio con protagonista Adrien Brody, sconosciuti in Italia), per bocca di uno dei suoi personaggi. Era difficile pensare di fare peggio del primo capitolo, che comunque aveva una costruzione della tensione quantomeno interessante, eppure Bross riesce nell’impresa, proponendo un prodotto che fa acqua da tutte le parti.
Il film, che non ha trovato spazio per un’uscita nelle sale e conta solo sulla diffusione in home video, si presenta come un prequel di Vacancy, non un seguito, e mostra la storia del killer Smith e la genesi dell’idea al centro della “bilogia” horror: lo snuff movie. Un’idea vincente, come dimostrano opere del calibro Tesis (1996), uno dei primi dello spagnolo Amenábar, o My Little Eye (2002), di Marc Evans, ma solo se accompagnata da una struttura narrativa forte: nel caso del titolo spagnolo, è la storia di una studentessa che ricerca materiale “forte” per la sua tesi in comunicazione e per caso s’imbatte in una serie di film snuff; per My Little Eye c’è l’accostamento al programma televisivo Il grande fratello, per cui un gruppo di persone accetta di stare sotto l’occhio delle telecamere, per sei mesi, in una casa isolata, con la promessa di un grosso premio in denaro. Lo sviluppo narrativo segue, quindi, la storia personale dei protagonisti, stabilendo nello spettatore un legame di empatia con i personaggi. In Vacancy 2, invece, non c’è la minima traccia di una trama e tutta la vicenda è incentrata sull’istinto omicida di Smith (ma le vittime designate compaiono solo dopo ventitré minuti dall’inizio del film). Rispetto a Vacancy, viene completamente smarrita l’importanza delle telecamere che riprendono, ma soprattutto spiano e sorvegliano, ogni movimento degli occupanti delle stanze del motel: la suspense, elemento riuscito del primo capitolo, derivava proprio dalla consapevolezza che i killer conoscevano l’esatta posizione, quindi anche le intenzioni, delle loro vittime.
Nulla di tutto questo viene mantenuto in questo secondo capitolo, che non mostra niente di memorabile neppure dal punto di vista recitativo. La coppia Luke Wilson e Kate Beckinsale (rispettivamente David e Amy Fox in Vacancy) viene rimpiazzata da un improbabile trio composto dagli anonimi – anche per carenze direttive – Agnes Bruckner (Venom), nel ruolo di Jessica, Arjay Smith (Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm) e Trevor Wright, rispettivamente Tanner e Caleb; mentre lo spassoso personaggio di Mason (Frank Whaley), il receptionist del motel del primo film, è ereditato da un impalpabile e poco efficace David Moscow (Hurricane), che interpreta Gordon.
Una produzione di cui si poteva tranquillamente fare a meno e che, considerato lo spazio narrativo di cui avrebbe potuto disporre, delude senza riuscire a portare mai dalla sua parte lo spettatore.
Gordon, il gestore del Meadow View Inn, fa affari registrando di nascosto le coppiette che alloggiano nel suo motel e rivendendo il materiale. Una sera riprende un efferato omicidio, ma, anziché denunciare l’assassino, trova un compromesso che vada bene a entrambi: lui fornisce il set e le riprese, mentre Smith, il killer, sfoga la sua voglia di uccidere. Dopotutto, “nessuno compra più i porno, ma gli omicidi... gli omicidi sono un’altra cosa, una rarità!”…
"Girare un film è molto più difficile di quanto sembra"
Sembra dirselo da solo il regista di Vacancy 2, Eric Bross (poche regie televisive alle spalle e un paio di film di lancio con protagonista Adrien Brody, sconosciuti in Italia), per bocca di uno dei suoi personaggi. Era difficile pensare di fare peggio del primo capitolo, che comunque aveva una costruzione della tensione quantomeno interessante, eppure Bross riesce nell’impresa, proponendo un prodotto che fa acqua da tutte le parti.
Il film, che non ha trovato spazio per un’uscita nelle sale e conta solo sulla diffusione in home video, si presenta come un prequel di Vacancy, non un seguito, e mostra la storia del killer Smith e la genesi dell’idea al centro della “bilogia” horror: lo snuff movie. Un’idea vincente, come dimostrano opere del calibro Tesis (1996), uno dei primi dello spagnolo Amenábar, o My Little Eye (2002), di Marc Evans, ma solo se accompagnata da una struttura narrativa forte: nel caso del titolo spagnolo, è la storia di una studentessa che ricerca materiale “forte” per la sua tesi in comunicazione e per caso s’imbatte in una serie di film snuff; per My Little Eye c’è l’accostamento al programma televisivo Il grande fratello, per cui un gruppo di persone accetta di stare sotto l’occhio delle telecamere, per sei mesi, in una casa isolata, con la promessa di un grosso premio in denaro. Lo sviluppo narrativo segue, quindi, la storia personale dei protagonisti, stabilendo nello spettatore un legame di empatia con i personaggi. In Vacancy 2, invece, non c’è la minima traccia di una trama e tutta la vicenda è incentrata sull’istinto omicida di Smith (ma le vittime designate compaiono solo dopo ventitré minuti dall’inizio del film). Rispetto a Vacancy, viene completamente smarrita l’importanza delle telecamere che riprendono, ma soprattutto spiano e sorvegliano, ogni movimento degli occupanti delle stanze del motel: la suspense, elemento riuscito del primo capitolo, derivava proprio dalla consapevolezza che i killer conoscevano l’esatta posizione, quindi anche le intenzioni, delle loro vittime.
Nulla di tutto questo viene mantenuto in questo secondo capitolo, che non mostra niente di memorabile neppure dal punto di vista recitativo. La coppia Luke Wilson e Kate Beckinsale (rispettivamente David e Amy Fox in Vacancy) viene rimpiazzata da un improbabile trio composto dagli anonimi – anche per carenze direttive – Agnes Bruckner (Venom), nel ruolo di Jessica, Arjay Smith (Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm) e Trevor Wright, rispettivamente Tanner e Caleb; mentre lo spassoso personaggio di Mason (Frank Whaley), il receptionist del motel del primo film, è ereditato da un impalpabile e poco efficace David Moscow (Hurricane), che interpreta Gordon.
Una produzione di cui si poteva tranquillamente fare a meno e che, considerato lo spazio narrativo di cui avrebbe potuto disporre, delude senza riuscire a portare mai dalla sua parte lo spettatore.
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